La violenza di Colonia

Colonia-manifestazione

Quando più di 90 donne dichiarano che in una sola notte sono state oggetto di violenze sessuali da parte dei maschi, ti viene subito da chiedere per quale ragione può essere accaduto, sempre che vi possa essere un motivo che spieghi. Così ascoltiamo le dichiarazioni ufficiali che attribuiscono la responsabilità agli immigrati, alla criminalità organizzata, all’alcol e mi domando se questo ci possa bastare per comporre quel quadro terrificante che generano le molestie di massa e l’abuso sessuale sulle donne.

Anche quando, come sembra emergere dalle notizie, il motivo dominante dell’aggressione era il furto e gli autori orde di maschi immigrati, la violenza sessuale esercitata non può né deve essere considerata accessoria. Tantomeno esclusiva della devianza di alcuni maschi emarginati o di appartenenza straniera.

Fermarsi a questo livello di interpretazione sarebbe quanto meno fuorviante e l’equazione piuttosto semplicistica, utile solo ad alimentare risposte di emergenza e politiche basate sulla discriminazione e sulla repressione. Non penso ad un nemico oscuro che alberga in alcuni e che se ne sta nascosto nell’ombra emergendo nei vicoli bui di periferia o nel contesto orgiastico di feste e baldorie collettive. Non ho idea che siano solo i bruti stranieri ad aspettare le donne dietro gli angoli delle strade, come non credo più che i pedofili aspettino i bambini al parco.

Se guardo ai dati italiani, quelli emergenti dall’iceberg, trovo che le donne che subiscono abuso, nell’80% dei casi sono vittime di violenza domestica e solo nel 20% hanno subito molestie e stupri da sconosciuti. Lo stupratore nel 52% dei casi è il marito, per il 18% il compagno convivente e nel 7%  l’ex marito, Solo nel 3% il maschio che violenta è uno sconosciuto, ubriaco o socialmente emarginato. Così non si tratta di dare la caccia al mostro di turno perché c’è un aspetto mostruoso ovunque, dentro ciascun maschio. Si annida in una diffusa cultura maschile fatta di pensieri e di gesti violenti e ancor di più nel cuore e nell’immaginario sessuale degli uomini.

Gli abusi sessuali sono solo marginalmente il frutto della arretratezza culturale e appartengono ad ogni latitudine, alla provincia come alla città, alla periferia e al centro, ma soprattutto si manifestano in contesti quotidiani, assolutamente considerati come “normali”. La violenza maschile sulle donne è uguale ovunque, in Germania o in Italia come in India. È l’universo maschile ad essere in una condizione di fragilità e di vuoto. Sempre più i maschi di questo nostro tempo sono piccoli uomini che faticano a crescere, più “adultescenti” che veri e propri adulti maturi e responsabili. Spesso incapaci di diventare compagni delle loro partner o padri autorevoli dei loro figli, sovente non sanno gestire i loro sentimenti e modulare i loro desideri.

Urge quindi fare un’inversione di tendenza nel trovare le responsabilità sui fatti violenti che accadono. Sarebbe più utile cominciare collettivamente a riflettere su quel maschile così generatore di violenza e allo stesso tempo fragile. E’ diventato necessario mettersi a rintracciare i fili sotterranei che legano le storie e le relazioni tra uomini e donne, i desideri, le fantasie, i bisogni di ognuno con lo sviluppo di una coscienza capace di governare le pulsioni. Ed è urgente cambiare alcune cose nell’educazione sessuale dei bambini, in modo particolare dei maschi che stiamo facendo crescere come piccoli imperatori adorati narcisisti ma incapaci di ascoltare ed esprimere il mondo sommerso delle proprie emozioni. A quei bambini e agli adolescenti dobbiamo dare gli strumenti per sviluppare le loro parti maschili in grado di contenere i tratti mostruosi e perfidi di quel notturno Mister Hyde che comunque si aggira nell’oscurità della psiche e nell’ombra di ognuno di noi.

Giuseppe Maiolo

La violenza di Colonia ultima modifica: 2016-01-12T14:44:40+00:00 da Giuseppe Maiolo

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