L’emozione

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L’ emozione è uno stato d’animo. Ma è anche il riflesso dei nostri sentimenti e reazioni più o meno complesse a ciò che accade dentro e fuori di noi.Possono essere diverse, varie per intensità e durata.

Le emozioni possono avere un “tono” e un “colore” che contrasta con i nostri pensieri e le idee della nostra mente. Sono qualcosa di inspiegabile con la ragione. Si vivono e basta. Può essere uno stimolo esterno, un evento che ci coinvolge, ma anche un’immagine, una fantasia, un ricordo. Tutto può generare in noi l’esordio di un’emozione. Possiamo piangere o ridere, provare rabbia o tenerezza, annoiarci o divertirci e mille altre cose. Non sempre ciò che scatena la risposta emotiva è identificabile.

Le emozioni sono tante, infinite come è infinito il nostro modo di percepire la realtà. possono essere di diverso segno: positivo e negativo. La gamma intera delle emozioni, però, ci serve. Ci è utile. È  addirittura necessaria alla sopravvivenza. Perché le emozioni sono segnali indicatori della situazione che stiamo vivendo. Esse hanno la forma del sentimento e allo stesso tempo la dimensione di una risposta comportamentale.

Le emozioni sono simili ai sentimenti di cui parleremo un’altra volta. provengono dallo stesso territorio e generano risonanze fisiologiche anologhe. Le risposte somatiche sono involontarie, incontrollate e incontrollabili, non organizzate dalle nostre intenszioni. Di solito si manfestano a livello cardiaco, respiratorio, muscolare. Il cuore batte forte, manca il respiro, i muscoli si tendono, la vista e l’udito si alterano. 

E poi sembrano farci perdere la capacità di ragionare, annullano la nostra volontà, ci fanno sentire inermi. In preda ad una forte emozione la postura cambia, mimica del volto muta ed esprime ciò che dentro di noi sta accadendo. La gestualità rivela e racconta quello che proviamo. Con la collera i muscoli si tendono, le labbra si assottigliano, lo sguardo si infuoca. In ogni caso il corpo si irrigidisce o si trasforma. Comunque si preapara, si organizza, comunica la voglia di dare battaglia. Se è afflizione e dolore, il viso si spegne, le spalle si incurvano, le gambe non sostengono.

Ci ritiriamo. Abbandoniamo il campo e la lotta. In ogni caso il linguaggio utilizzato per comunicare è “analogico”, non verbale, ma pur sempre preciso. Univoco.

L’emozione ultima modifica: 2014-12-31T08:04:06+00:00 da Giuseppe Maiolo

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