Pasqua: fede e fiducia

fiducia

La Pasqua ha mille significati, infinite valenze religiose ma molte anche assolutamente laiche. Certamente dal punto di vista psicologico quella più significativa rimanda alla parola “fede” che è la radice di “fiducia”.

Impossibile avvicinarsi al significato profondo della Pasqua cristiana senza questa parola. Per i credenti infatti la Resurrezione del Cristo-uomo è comprensibile solo con la “fede” che può contenere il mistero della rinascita, cioè annettere questo concetto nel limitato confine della nostra ragione.  

 Ma anche la Pasqua ebraica, la “pesach” da cui deriva la nostra parola e che significa “passare oltre” ci ricorda l’importanza di andare oltre la schiavitù del mondo egizio e attraversando il Mar Rosso liberarsi dell’incertezza e superare il limite della ragione per costruire il cambiamento. A muovere tutto questo nel popolo ebraico ci doveva essere per forza la fede in una “forza guida”, ovvero la fiducia sia nel cambiamento che nel rinnovamento. Fiducia come capacità di credere nella possibilità di raggiungere una nuova terra.

Bartolini - Elisa Bonaparte La fiducia in Dio - 1810

Bartolini – Elisa Bonaparte La fiducia in Dio – 1810

Solo con la fiducia si va al di là della paura e si affronta una realtà sconosciuta e nuova che non si vede immediatamente. Questo che è un concetto squisitamente psicologico permette lo sviluppo e la crescita stessa di ogni individuo. Nel corso del processo evolutivo infatti, sono le incertezze relative alle nostre capacità, le paure di tutto ciò che è nuovo e non conosciuto che ci fermano. Da bambini solo con la fiducia in noi stessi cominciamo ad esplorare l’ambiente che ci circonda ed è solamente con la “fede” in qualcosa che non appartiene alla nostra limitata esperienza che ci permettiamo di “tralasciare” la certezza delle braccia materne che sostengono e proteggono.

 La fiducia è dunque una piattaforma senza la quale sarebbe impossibile partire e crescere. Accompagna lo sviluppo della personalità, sostiene il lavoro che ogni essere umano fa per poter trovare il proprio equilibrio e dà senso al travaglio faticoso per la conquista dell’autonomia. È energia costruttiva che sostiene la capacità di adattamento e la conquista dell’ indipendenza sia fisica che affettiva.

La fiducia non mette radici se non ha avuto una terra dove impiantarsi. Abbiamo infatti bisogno di una base sicura perché si sviluppi dentro di noi il comportamento fiducioso e la disponibilità verso gli altri. Viene alimentata non dalle parole ma dall’esempio e quando germoglia, diviene sostanza interna, linfa, energia creativa, e forza empatica .

Nelle famiglie, dove i genitori sono loro stessi fiduciosi, i figli crescono con un sentimento intenso di fiducia verso gli altri e di apertura nei confronti del mondo. Da adulti quei bambini, risultano essere più adattabili e di solito meno sottoposti alle intemperie devastanti dei conflitti. Nel rapporto interpersonali si rivelano più amabili e disponibili alla relazione e alla tolleranza perché la fiducia non contiene la paura e il timore di essere imbrogliati.

 La fiducia dunque è un sentimento che riduce la preoccupazione di cadere lungo il cammino e di farsi male. O quanto meno non impedisce di credere che è sempre possibile rialzarsi e ripartire. Che è la metafora della resurrezione pasquale.

 

            Giuseppe Maiolo

Pasqua: fede e fiducia ultima modifica: 2015-04-06T10:06:47+00:00 da Giuseppe Maiolo

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